Jack SintiniCiao Jack, puoi raccontare brevemente ai nostri beachers chi sei e cosa ti è successo?

Mi chiamo Giacomo Sintini.

Gioco a pallavolo da quando avevo 14anni. La mia prima squadra fu il Messaggero Ravenna che negli anni ’90 dominava la scena a livello internazionale e disponeva di un vivaio giovanile di primissimo livello. Sono cresciuto lì ed ho debuttato in serie A1 proprio con i colori ravennati all’età di 18 anni. Nel corso della mia carriera ho partecipato a 13 campionati consecutivi nella massima serie italiana e a numerose manifestazioni con la maglia della nazionale. Il punto più alto l’ho toccato nella stagione 2005-2006 quando ho vinto il Campionato Europeo e lo Scudetto nel giro di pochi mesi. Sono stato palleggiatore di grandi club ed ho avuto l’onore di giocare al fianco di alcuni dei più forti atleti di sempre.

Nella primavera 2011, appena conclusa la stagione agonistica, un dolore insopportabile sotto l’ascella e nella zona della scapola ha cominciato a crescere dentro di me incessantemente. Non sapevo come fare, il male era forte, acuto e profondo, così mi sono rivolto ai medici. Abbiamo fatto delle indagini radiologiche e abbiamo trovato una massa tumorale nata e cresciuta all’interno di una costola. La lesione si era espansa così tanto da procurarmi la frattura e l’erosione dell’osso, da qui quel dolore lancinante. Le procedure di stadiazione della patologia hanno portato alla scoperta di altre 3 lesioni all’interno dei miei organi e così è iniziato tutto.

Sono entrato in cura nel reparto di Ematologia Oncologica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e sono stato seguito dallo staff del Professor Brunangelo Falini. Ho cominciato la chemio il 23 Giugno e ho dovuto sopportare per 7 lunghi mesi prima di concludere il mio iter terapeutico con l’auto-trapianto di midollo osseo. E’ stato un incubo e ho dovuto lottare come un dannato per non cadere in depressione o preda dello sconforto. Le cure sono difficili e per non mollare ho dato fondo a tutte le mie risorse. Ora sto bene ed ho cominciato ad allenarmi già da 3 mesi circa. Cercherò di tornare un atleta di alto livello con tutte le mie forze.

Ora hai l’idoneità sportiva che ti permetterà di tornare sui campi in mezzo a tutta quella gente che ti ha sostenuto nel tuo percorso…come te la immagini la tua stagione che inizierà?

Come un sogno, un sogno meraviglioso. Ho avuto paura di perdere tutto e adesso che sto bene voglio godermi ogni fortuna che la vita vorrà donarmi in pieno. Sarà una vita nuova anche come giocatore e sicuramente assaporerò ancora più di prima la gioia di poter giocare a pallavolo come professionista. Darò il massimo e sarò felice di farlo. Ero in un letto di ospedale e state pur certi che non lo dimenticherò mai.

Un’Olimpiade rappresenta il massimo traguardo per uno sportivo, cosa suggerisci ad un giovane che sogna i cinque cerchi?

Di lavorare sodo e di credere nei propri sogni. Niente è impossibile se ci credi veramente. Ma il lavoro, l’impegno e la serietà sono la chiave di tutto. Nessuno può arrivare senza il duro lavoro.

L’Italia si è qualificata per le Londra 2012….come vedi la squadra e fai un pronostico

L’Italia di adesso, questo gruppo, è forte. Ha ottime individualità e un sistema di squadra che funziona. C’è complicità e rispetto fra i vari giocatori e penso che si trovino molto bene insieme.

Hanno una fase di servizio molto forte e anche a muro siamo cresciuti, credo che faranno molto bene a Londra. Non so fare pronostici ma credo di poter dire che abbiamo una squadra da medaglia.

Il nostro circuito AVIS UNDERBEACH 2012 vuole diffondere il messaggio Avis tra i giovani e raccogliere fondi per lo SPORT SOLIDALE, lo sport per ragazzi disabili….se dovessi convincere i ragazzi a donare….cosa diresti loro?

Aiutate ragazzi, fatelo perchè è molto importante. Durante la mia malattia ho dovuto fare cure molto forti che portavano i miei valori del sangue a livelli molto molto pericolosi e le trasfusioni, rese possibili dai donatori, mi hanno permesso di andare avanti e di poter continuare a lottare per salvarmi la vita. Donare il sangue è importantissimo e realmente aiuta tante persone a sopravvivere, ve lo dico perchè lo so e ho provato questa cosa sulla mia pelle. Io dico grazie, grazie a chi a voluto donarmi il suo sangue. Vorrei abbracciarlo e dirglielo di persona, con tutto il mio cuore.

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(A sostegno della ricerca nella lotta contro Leucemie e Linfomi e dell’assistenza in campo onco-ematologico e onco-ematologico pediatrico)
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